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COSA MI STA SUCCEDENDO? | Cammino per un po', poi devo fermarmi per il dolore alle gambe: può dipendere dalla schiena

  • 26 minuti fa
  • Tempo di lettura: 6 min

Quando dolore, pesantezza, formicolio o debolezza compaiono camminando e migliorano fermandosi, può essere importante valutare anche la colonna vertebrale

Perché quando cammino mi fanno male le gambe e devo fermarmi?

La stenosi lombare può causare dolore, pesantezza, formicolio o debolezza alle gambe che compaiono durante il cammino e migliorano fermandosi o sedendosi. Questo quadro è chiamato claudicatio neurogena, ma sintomi simili possono avere altre cause e richiedono una corretta valutazione.
Fabio Tresoldi Neurochirurgo


“Riesco a camminare soltanto per un po', poi iniziano a farmi male le gambe e devo fermarmi.”

È un modo molto comune con cui alcuni pazienti descrivono il proprio problema.

Altri raccontano:

“Dopo qualche centinaio di metri devo sedermi.”

“Se sto in piedi troppo a lungo iniziano a farmi male le gambe.”

“Da seduto sto bene, ma appena cammino il dolore ritorna.”

“Prima camminavo senza problemi, adesso riesco a fare sempre meno strada.”

Non sempre questi sintomi dipendono dalla colonna vertebrale.

Quando però dolore, pesantezza, formicolio, intorpidimento o debolezza alle gambe compaiono durante il cammino e migliorano fermandosi o sedendosi, una delle possibili cause da considerare è la stenosi lombare.

Questo particolare quadro viene definito claudicatio neurogena ed è uno dei sintomi caratteristici della stenosi del canale vertebrale lombare.

Perché le gambe fanno male proprio quando cammino?

Nella parte lombare della colonna vertebrale, all'interno del canale vertebrale, decorrono le strutture nervose dirette verso gli arti inferiori.

Con il passare degli anni, diverse modificazioni degenerative possono ridurre lo spazio disponibile.

Possono contribuire, per esempio:

  • alterazioni degenerative dei dischi;

  • artrosi delle articolazioni vertebrali;

  • ispessimento dei legamenti;

  • protrusioni o ernie discali;

  • spondilolistesi;

  • altre modificazioni anatomiche che restringono il canale o gli spazi attraversati dalle radici nervose.

Quando lo spazio diventa insufficiente può svilupparsi una stenosi lombare.

Durante il cammino o quando si rimane a lungo in piedi, alcune persone possono quindi avvertire progressivamente dolore o altri disturbi agli arti inferiori.

Perché quando mi siedo sto meglio?

Questo è uno degli elementi più interessanti del racconto del paziente.

Chi soffre di claudicatio neurogena può riferire che i sintomi diminuiscono quando si siede oppure quando flette leggermente il busto in avanti.

Alcune persone scoprono spontaneamente di riuscire a camminare meglio appoggiandosi al carrello della spesa.

Altre raccontano di cercare continuamente una panchina o un posto dove sedersi.

Non è un dettaglio secondario.

Il rapporto tra posizione del corpo, cammino e comparsa dei sintomi può fornire informazioni molto utili per comprendere la loro possibile origine.

È sciatica o stenosi lombare?

Non sono necessariamente la stessa cosa.

Con il termine sciatica il paziente generalmente descrive un dolore che dalla regione lombare o dal gluteo si irradia lungo la gamba.

Nella stenosi lombare il quadro può essere differente.

Il paziente può avvertire:

dolore alle gambe, pesantezza, bruciore, formicolio, intorpidimento oppure sensazione di debolezza, soprattutto durante il cammino.

I sintomi possono interessare una sola gamba oppure entrambe.

E non è indispensabile avere un forte mal di schiena.

Questo è importante perché alcuni pazienti pensano:

“La schiena quasi non mi fa male, quindi il problema non può venire da lì.”

Non è necessariamente così.

Una compressione delle strutture nervose lombari può manifestarsi prevalentemente attraverso sintomi agli arti inferiori.

Perché riesco a camminare sempre meno?

La riduzione progressiva della distanza percorribile è un elemento che merita attenzione.

Un paziente può accorgersi che fino a qualche mese prima riusciva a camminare per un chilometro.

Poi per cinquecento metri.

Poi per cento.

Infine deve cercare frequentemente un posto dove sedersi.

Questa descrizione compare anche nelle domande spontanee rivolte dai pazienti agli specialisti: alcuni riferiscono di riuscire a percorrere tratti sempre più brevi prima di sentire la necessità di sedersi.

Non significa automaticamente che sia necessario un intervento chirurgico.

Ma la progressiva riduzione dell'autonomia nel cammino è un'informazione clinica importante, che dovrebbe essere riferita durante la visita.

Il dolore alle gambe quando cammino dipende sempre dalla colonna vertebrale?

No.

Ed è proprio qui che la valutazione diventa importante.

Dolore, pesantezza o debolezza durante il cammino possono avere anche altre origini, comprese problematiche vascolari, articolari, muscolari o neurologiche non vertebrali.

Per questo non è corretto arrivare alla conclusione:

“Mi fanno male le gambe quando cammino, quindi ho sicuramente una stenosi.”

Il compito della valutazione specialistica è esattamente l'opposto:

comprendere se i sintomi descritti dal paziente corrispondano al problema evidenziato dagli esami.

Ho una risonanza che dice “stenosi lombare”: significa che è quella la causa?

Non necessariamente.

La risonanza magnetica può mostrare quanto è ristretto il canale vertebrale e quali strutture contribuiscono alla stenosi.

Ma l'immagine deve essere interpretata insieme al quadro clinico.

È necessario comprendere:

che cosa sente il paziente;

quando compaiono i sintomi;

quanto riesce a camminare;

che cosa fa migliorare il disturbo;

se esistono alterazioni della sensibilità;

se è presente una reale perdita di forza.

È proprio la correlazione tra sintomi, esame neurologico e immagini a permettere di comprendere il significato della stenosi.

La sola risonanza non dovrebbe quindi determinare automaticamente l'indicazione chirurgica.

Stenosi lombare significa necessariamente intervento?

No.

La presenza di una stenosi lombare non significa automaticamente che il paziente debba essere operato.

La decisione dipende dalla gravità dei sintomi, dalla limitazione funzionale, dall'eventuale presenza di deficit neurologici, dall'evoluzione nel tempo e dalla risposta ai trattamenti conservativi.

Nei casi appropriati possono essere considerate inizialmente strategie non chirurgiche.

La situazione cambia quando la limitazione diventa importante, i sintomi progrediscono oppure compaiono deficit neurologici.

L'indicazione chirurgica nasce quindi dal paziente e dal suo quadro clinico, non semplicemente dalla parola “stenosi” scritta sul referto.

Quando la perdita di forza cambia il significato del problema?

Dolore e perdita di forza non sono la stessa cosa.

Una persona può fermarsi perché il dolore diventa intenso.

Un'altra può invece raccontare:

“Dopo un po' sento le gambe vuote.”

“La gamba comincia a cedere.”

“Non riesco più a controllarla come prima.”

In presenza di una stenosi, la comparsa di una debolezza reale o progressiva richiede particolare attenzione perché può indicare un coinvolgimento neurologico più significativo.

Per questo durante una valutazione di Neurochirurgia Vertebrale non viene considerato soltanto quanto dolore prova il paziente, ma anche come funzionano le strutture nervose.

Quando è importante farsi valutare rapidamente?

Alcuni sintomi richiedono una valutazione medica tempestiva.

In particolare, una perdita di forza nuova o rapidamente progressiva, importanti alterazioni della sensibilità oppure problemi nel controllo della vescica o dell'intestino associati a disturbi neurologici agli arti inferiori non dovrebbero essere semplicemente osservati aspettando che passino.

Sono situazioni differenti dal comune mal di schiena e devono essere valutate rapidamente.

Se riesco a camminare sempre meno, quando è utile una visita neurochirurgica?

Una valutazione di Neurochirurgia Vertebrale può essere particolarmente utile quando:

la distanza percorribile si sta progressivamente riducendo;

dolore o disturbi alle gambe compaiono sistematicamente camminando;

è necessario fermarsi o sedersi per ottenere sollievo;

sono presenti formicolio o alterazioni della sensibilità;

compare perdita di forza;

la risonanza mostra una stenosi ma non è chiaro se spieghi i sintomi;

i trattamenti conservativi non hanno dato un beneficio sufficiente;

è già stato proposto un intervento e si desidera comprenderne meglio l'indicazione.

L'obiettivo della visita non è stabilire automaticamente come operare.

La prima domanda è precedente:

Qual è la causa della progressiva difficoltà nel cammino e quanto è realmente coinvolta la colonna vertebrale?

Solo dopo aver risposto a questa domanda può essere definita la strategia più appropriata.

Neurochirurgia Vertebrale, casi complessi e Second Opinion

Nei pazienti con stenosi lombare la situazione può essere particolarmente complessa quando coesistono spondilolistesi, deformità, precedenti stabilizzazioni vertebrali, recidive o più livelli interessati.

In questi casi è importante valutare non soltanto la presenza della stenosi, ma quale livello sia responsabile dei sintomi e quale trattamento sia proporzionato al problema.

Per i pazienti già sottoposti a intervento possono essere approfonditi anche i problemi persistenti, le recidive e i casi già operati di chirurgia vertebrale.

Quando è stato proposto un intervento e rimangono dubbi sull'indicazione o sulla strategia, può essere richiesta una Second Opinion in Neurochirurgia Vertebrale.

Le visite di Neurochirurgia Vertebrale vengono effettuate in diverse città italiane, permettendo di accedere alla valutazione specialistica in più sedi sul territorio nazionale.


FAQ – Dolore alle gambe e difficoltà nel cammino

Perché quando cammino mi fanno male le gambe e devo fermarmi?

Tra le possibili cause esiste la stenosi lombare. Quando il restringimento del canale vertebrale interessa le strutture nervose, durante il cammino possono comparire dolore, pesantezza, formicolio, intorpidimento o debolezza. Altre patologie possono però provocare sintomi simili.

Perché il dolore alle gambe passa quando mi siedo?

Nella claudicatio neurogena associata a stenosi lombare i sintomi possono migliorare sedendosi o flettendo il tronco in avanti. Questo andamento rappresenta un elemento clinico utile, ma da solo non permette di formulare una diagnosi.

La stenosi lombare può far perdere forza alle gambe?

Sì, in alcuni casi la compressione delle strutture nervose può associarsi a deficit di forza. Una debolezza nuova o progressiva merita una valutazione medica.

La stenosi lombare deve sempre essere operata?

No. La decisione dipende dai sintomi, dalla limitazione nel cammino, dall'eventuale deficit neurologico, dall'evoluzione e dalla risposta alle terapie conservative. La sola presenza di stenosi alla risonanza non determina automaticamente la necessità di un intervento.

Come si capisce se il dolore alle gambe viene dalla schiena?

La distribuzione dei sintomi, il rapporto con cammino e postura, l'esame neurologico e gli esami diagnostici aiutano a stabilire se esista una correlazione con la colonna vertebrale.

La stenosi lombare può esserci anche senza forte mal di schiena?

Sì. In alcuni pazienti i sintomi principali interessano soprattutto le gambe e il cammino, mentre il dolore lombare può essere modesto o anche non predominante.

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